Montagna Serena

un ricordo di Mario Pasi 

medaglia d'oro per la Resistenza

 un film di
Roberto Marafante e Andrea Tombini

 

Ines Pisoni, giovane insegnante trentina, incontra per caso nel 1939, durante la malattia di sua cognata, Mario Pasi, un dottore di Ravenna che lavora all’Ospedale Santa Chiara di Trento. Inizia subito tra loro un’amicizia improntata alla discussione sulla realtà italiana del fascismo. Il rapporto che si instaura appare più come quello tra un maestro e un’allieva, ma ben presto si trasforma in un vero amore.
Lei, una cattolica praticante, lui, un convinto comunista, danno vita ad una forma di osmosi che li trasforma entrambi: la creazione di un giornale clandestino, l’attività contro la politica del regime, gli sviluppi della guerra sono un collante che li lega sempre più fortemente, ma che, nello stesso tempo, fa emergere le differenze e le fragilità.

Intanto la situazione si aggrava e si profila all’orizzonte un’attività partigiana per la liberazione dell’Italia. Davanti a questa prospettiva la paura che questo legame si trasformi in una trappola per le dinamiche della lotta, spinge Mario ad allontanare sempre di più Ines, volendola relegare al semplice ruolo di “fidanzata”.

In questo momento è un vestito troppo stretto per Ines che ha acquisito una coscienza intellettuale che l’ha emancipata.
Sarà lei stessa a lasciare Mario per dimostrargli che non è l’amore per lui a spingerla a continuare la lotta e ed entra così nel movimento partigiano.
La guerra li divide e i loro incontri si fanno sempre più rari, fino a perdersi di vista per un intero anno.
Solo a guerra finita, Ines scoprirà che Mario è stato preso dai nazisti, torturato e impiccato, era il 10 marzo del ’45.

 L’idea nasce ad Andrea Tombini, operatore e regista trentino, incuriosito dal fatto che il personaggio “Mario Pasi”, a cui la città di Trento aveva dedicato una piccola piazza nel centro, era ai più sconosciuto.
Dopo alcune ricerche, il Museo Storico in Trento consigliava alcune letture tra le quali un libro “ Mi chiamerò Serena” di Ines Pisoni, una signora che fu la compagna del nostro “misterioso personaggio”.
La signora Pisoni abitava a Roma, così Andrea Tombini chiede la collaborazione di un suo amico regista romano, Roberto Marafante.
Insieme, nel luglio del 1999, decidevano di intervistarla in una caldissima giornata estiva romana.
Ines Pisoni è molto anziana e malata, ma ancora piena di grande spirito e di una brillante vivacità espressiva nel raccontare la sua storia.
Nasce così una lunga intervista filmata di quasi cinque ore.
Il materiale video è talmente ricco di “immagini” che si fa subito strada la possibilità di trasformarlo in un film. Dopo un lungo lavoro di elaborazione, ricerca e accumulo di altre testimonianze, nel marzo del 2005, riescono ad iniziare le riprese.
L’idea portante della narrazione rimane il racconto di Ines, di cui alcuni momenti vengono trasformati in flash-back interpretati da attori.

 Questo misto di fiction e testimonianze vere si alternano con il ritmo di un film che vuole coinvolgere fino al suo culmine emotivo nel tragico finale.
Lo stile quindi si differenzia dal documentario classico e vuole trasmettere allo spettatore una tensione drammatica tipica della narrazione filmica, senza però tradire o trasfigurare la verità storica della vicenda.
La sceneggiatura viene più volte rimaneggiata fin quando l’occasione dei festeggiamenti del 60° Anniversario della Resistenza trova nella Provincia di Trento e nel Museo Storico in Trento un interlocutore valido.
Con la coproduzione de “La Bilancia”, società di produzione romana, e il contributo del Comune di Trento, della “Trentino S.p.A.”, del Centro Audiovisivi della Provincia di Trento e di tutti quelli che vi hanno partecipato si è potuti giungere alla realizzazione di questo progetto.

 

 

autore soggetto originale: Roberto Marafante - Andrea Tombini

sceneggiatori:  Roberto Marafante - Andrea Tombini

attori protagonisti: Ginevra Colonna  Massimiliano Benvenuto e con: Carmen Bettali, Mauro Gaddo, Nicoletta Girardi, Luca Merlini, Paolo Merlini, Marcello Pola, Loredana Venturelli, Luca Zanfei

compositore:  Stefano Fresi

direttore della fotografia:  Hugo Munoz

costumi: Chiara Defant

scenografo:  Riccardo Ricci

operatore: Diego Busacca

montatore:  Marco Benvenuti

 

 
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 foto backstage