Ines
Pisoni, giovane insegnante trentina, incontra per caso nel 1939,
durante la malattia di sua cognata, Mario Pasi, un dottore di
Ravenna che lavora all’Ospedale Santa Chiara di Trento. Inizia
subito tra loro un’amicizia improntata alla discussione sulla
realtà italiana del fascismo. Il rapporto che si instaura appare
più come quello tra un maestro e un’allieva, ma ben presto si
trasforma in un vero amore.
Lei, una cattolica praticante, lui, un convinto comunista, danno
vita ad una forma di osmosi che li trasforma entrambi: la
creazione di un giornale clandestino, l’attività contro la
politica del regime, gli sviluppi della guerra sono un collante
che li lega sempre più fortemente, ma che, nello stesso tempo, fa
emergere le differenze e le fragilità.
Intanto
la situazione si aggrava e si profila all’orizzonte un’attività
partigiana per la liberazione dell’Italia. Davanti a questa
prospettiva la paura che questo legame si trasformi in una
trappola per le dinamiche della lotta, spinge Mario ad allontanare
sempre di più Ines, volendola relegare al semplice ruolo di
“fidanzata”.
In
questo momento è un vestito troppo stretto per Ines che ha
acquisito una coscienza intellettuale che l’ha emancipata.
Sarà lei stessa a lasciare Mario per dimostrargli che non è
l’amore per lui a spingerla a continuare la lotta e ed entra così
nel movimento partigiano.
La guerra li divide e i loro incontri si fanno sempre più rari,
fino a perdersi di vista per un intero anno.
Solo a guerra finita, Ines scoprirà che Mario è stato preso dai
nazisti, torturato e impiccato, era il 10 marzo del ’45.
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L’idea
nasce ad Andrea Tombini, operatore e regista trentino, incuriosito
dal fatto che il personaggio “Mario Pasi”, a cui la città di
Trento aveva dedicato una piccola piazza nel centro, era ai più
sconosciuto.
Dopo alcune ricerche, il Museo Storico in Trento consigliava
alcune letture tra le quali un libro “ Mi chiamerò Serena” di Ines
Pisoni, una signora che fu la compagna del nostro “misterioso
personaggio”.
La signora Pisoni abitava a Roma, così Andrea Tombini chiede la
collaborazione di un suo amico regista romano, Roberto Marafante.
Insieme, nel luglio del 1999, decidevano di intervistarla in una
caldissima giornata estiva romana.
Ines Pisoni è molto anziana e malata, ma ancora piena di grande
spirito e di una brillante vivacità espressiva nel raccontare la
sua storia.
Nasce così una lunga intervista filmata di quasi cinque ore.
Il materiale video è talmente ricco di “immagini” che si fa subito
strada la possibilità di trasformarlo in un film. Dopo un lungo
lavoro di elaborazione, ricerca e accumulo di altre testimonianze,
nel marzo del 2005, riescono ad iniziare le riprese.
L’idea portante della narrazione rimane il racconto di Ines, di
cui alcuni momenti vengono trasformati in flash-back interpretati
da attori.
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Questo
misto di fiction e testimonianze vere si alternano con il ritmo di
un film che vuole coinvolgere fino al suo culmine emotivo nel
tragico finale.
Lo stile quindi si differenzia dal documentario classico e vuole
trasmettere allo spettatore una tensione drammatica tipica della
narrazione filmica, senza però tradire o trasfigurare la verità
storica della vicenda.
La sceneggiatura viene più volte rimaneggiata fin quando
l’occasione dei festeggiamenti del 60° Anniversario della
Resistenza trova nella Provincia di Trento e nel Museo Storico in
Trento un interlocutore valido.
Con la coproduzione de “La Bilancia”, società di produzione
romana, e il contributo del Comune di Trento, della “Trentino
S.p.A.”, del Centro Audiovisivi della Provincia di Trento e di
tutti quelli che vi hanno partecipato si è potuti giungere alla
realizzazione di questo progetto.
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autore
soggetto originale: Roberto Marafante - Andrea Tombini
sceneggiatori: Roberto Marafante - Andrea Tombini
attori
protagonisti: Ginevra Colonna Massimiliano Benvenuto
e con:
Carmen Bettali, Mauro Gaddo, Nicoletta Girardi, Luca Merlini,
Paolo Merlini, Marcello Pola, Loredana Venturelli, Luca Zanfei
compositore: Stefano Fresi
direttore
della fotografia: Hugo Munoz
costumi:
Chiara Defant
scenografo: Riccardo Ricci
operatore:
Diego Busacca
montatore:
Marco Benvenuti
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